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Ovada e l’influenza della Repubblica di Genova

Ovada era un piccolo villaggio in epoca romana alla confluenza di due torrenti ( Orba e Stura ) e rappresentava un punto di guado obbligato sulle strade che allora dal mare portavano alla pianura padana; il suo nome di allora Vada o Vadum indicava, appunto punto di guado e transito obbligato.

Nel 967 d.C. Ottone I la donò, assieme ad altri territori, al Marchese Aleramo. Dopo essere passata in possesso dei Marchesi di Gavi e poi dei Marchesi Del Bosco, pervenne ai Malaspina che, nel 1277, la vendettero, a più riprese, alla Repubblica di Genova.

Ovada seguì le sorti della Repubblica di Genova, con esclusione di un periodo di pochi anni durante i quali fu sotto il dominio dei Duchi di Milano, fino al 1814 quando, a seguito del Congresso di Vienna, passò sotto la sovranità del Regno di Sardegna.

Nei monumenti della città si rispecchia la storia della Repubblica di Genova. Nel centro storico si può riscontrare la caratteristica disposizione delle case e dei carrugi genovesi, con i loro colori solari anche se sbiaditi dal tempo.

Tra i monumenti, l’antica chiesa parrocchiale di San Sebastiano, risalente al 1200 ed ora sconsacrata ed utilizzata come locale per mostre d'arte; l' Oratorio della SS. Trinità e di S. Giovanni Battista, costruito sopra i resti di un'antica cappella cimiteriale preromanica ed al quale si accede mediante un ampio scalone in pietra, ove sono custoditi il gruppo processionale ligneo raffigurante la decollazione del Battista, opera del Maragliano, ed un pregevole crocefisso ligneo opera del Bissoni.

La nuova chiesa parrocchiale di N.S. Assunta fu costruita alla fine del 1700; è monumentale nella sua imponenza e custodisce alcune pregevoli tele ed una bella scultura raffigurante l' Assunta, opera del Cacciatore.

All’Oratorio della SS. Annunziata si possono ammirare un trittico attribuito al Brea ed un gruppo processionale ligneo raffigurante l'Annunciazione attribuito al Maragliano.

La chiesa della Concezione, detta anche dei Padri Cappuccini, è frutto di un voto fatto dalla popolazione ovadese durante la peste del 1631. La chiesa, distrutta da un incendio nel 1935, è stata ricostruita ed ampliata e vi si può ammirare il complesso dell'altare maggiore, interamente realizzato in legno di radica di noce con intarsi di pregevolissima fattura.

La chiesa di N.S. delle Grazie, detta anche degli Scolopi sorge dove c'era un'antichissima cappella romanica, attualmente inglobata nella struttura dell'abside. La chiesa attuale venne iniziata nel 1481 e terminata nel 1508, assieme al convento, che ospitò i Padri Domenicani fino al periodo napoleonico ed, in seguito, i Padri Scolopi. All'interno di essa si può ammirare il vecchio altare maggiore della antica parrocchia di S. Sebastiano, lavoro finissimo in mosaico di marmo con la raffigurazione, ai due lati, dell'antico stemma della città.

Dell'antico castello, che era posto a difesa delle vie di comunicazione con la pianura padana, non rimane che l'omonima piazza, ottenuta nel 1855 quando i ruderi del castello, ormai cadenti, furono completamente demoliti.

Ad Ovada nacque S. Paolo della Croce, fondatore della Congregazione dei Padri Passionisti.

Tratto da Comune di Ovada, 2007


Immagini di Ovada


A ) Da Ovada ad Acqui Terme

Molare; Cremolino; Visone; Acqui Terme

B ) Da Ovada a Novi Ligure

Silvano d’Orba; Capriata d’Orba; Basaluzzo; Novi Ligure


C ) Da Ovada a Genova Voltri

Rossiglione; Campo Ligure; Masone; Mele; Genova Voltri


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