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Lasciarsi affascinare da Saluzzo


Saluzzo è una piccola, affascinante città sorta dove le valli del Monviso si aprono in una pianura ricca di frutteti. Capitale di un Marchesato quattro volte secolare, ha conservato intatto nelle soluzioni urbanistiche di fine '400 il centro storico, disteso a ventaglio sulla collina e in origine racchiuso da una duplice cerchia di mura. Sovrastato dall'imponente Castiglia, il borgo trecentesco è tutto un susseguirsi di viuzze acciottolate, ripide gradinate, chiese ed eleganti palazzi nobiliari. Il centro della vita sociale ed economica era la Salita al Castello, delineata da palazzi e dimore nobiliari con caratteristiche architettoniche gotiche e rinascimentali. La salita è chiusa in alto dallo scenario del castello; di fronte al torrione circolare, nel 1763 venne sistemata la fontana della Drancia.

All'angolo con la Piazza Castello, si trova la Casa bassa dei Marchesi ( sec. XIV ), mentre sul lato opposto si può ammirare il Palazzo delle Arti Liberali ( fine 1400 ). L'edificio prende il nome dagli affreschi monocromi della facciata, che risalgono alla fine del XV secolo e raffigurano le arti del Trìvio e del Quadrivio. Adiacenti sono l'Antico Palazzo Comunale e la Torre Civica, che con i suoi 48 metri di altezza offre un eccezionale punto panoramico sulla città. La Salita al Castello si chiude verso il basso con il palazzo Della Chiesa di Isasca, dall'elegante facciata settecentesca, e con la casa detta della Zecca, decorata da fregi in cotto quattrocenteschi.

Scendendo verso il Belvedere, la chiesa di San Giovanni ( sec. XIII-XVI ) racchiude dentro la spoglia facciata veri tesori d'arte nelle tre splendide navate culminanti nell'abside con la cappella sepolcrale dei Marchesi, capolavoro del gotico fiammeggiante ( seconda metà sec. XV ).
Nell'annesso convento, sovrastato dal campanile ( 1376 ) con al sommo il gallo segnatempo, dal chiostro quadrato ( 1466 ) si accede al refettorio ( affresco della Crocifissione, sec. XVI ) e alla sala capitolare ( cappella funebre dei Cavassa, 1510 circa ).

Proseguendo in via San Giovanni, si giunge a Casa Cavassa, un tempo signorile dimora dei vicari generali dei Marchesi, oggi Museo Civico. Si fiancheggia quindi il settecentesco palazzo dei marchesi Del Carretto. Vicina è la chiesa di S. Bernardo ( sec. XIV-XVI ) da cui, seguendo la strada omonima e la successiva via Griselda, si raggiunge il Municipio, costruito nel 1726 quale collegio dei Gesuiti su progetto dell'architetto Francesco Gallo.

Da via Palazzo di Città si passa in via San Nicola e si giunge nell'omonima piazzetta, su cui prospettano la chiesa di San Nicola e la Confraternita della Misericordia ( detta anche Croce nera ), edificata nel 1761 in misurate forme barocche, la cui facciata in cotto a doppio ordine di colonne costituisce una quinta scenografica di sicuro effetto.

Da via Palazzo di Città, attraverso la Porta Vacca si entra quartieri ottocenteschi, sviluppatisi fuori dalle mura grazie all'apertura dello scalo ferroviario ( 1856 ). Servirono da un lato quale biglietto da visita di una città che allora godeva del rango di capoluogo di provincia e dall'altro quale sede ideale per servizi a favore della collettività. I successivi ampliamenti hanno determinato la creazione di nuovi spazi commerciali, occupati da negozi, alberghi, caffè ( alcuni ancora conservano gli storici arredi ), ristoranti, così da divenire il vero cuore pulsante dell'economia cittadina.

Percorrendo gli eleganti portici di corso Italia si raggiunge la piazza Risorgimento, su cui troneggia la grandiosa Cattedrale di Maria Assunta, eretta tra il 1491 ed il 1511 sull'antica pieve di Santa Maria fuori le mura, per ospitare il seggio vescovile, concesso a Saluzzo per volere di papa Giulio II. All'interno sono custodite importanti testimonianze d'arte, quali il Crocefisso ligneo ( sec. XIV ), l'altare maggiore barocco, opera del luganese Plura ( sec. XVIII ), il polittico di Hans Clemer nella cappella del Santissimo ( sec. XV ) e il gruppo in terracotta della Deposizione ( fine sec. XVI ).
Di fronte alla Cattedrale la porta di Santa Maria ( rifacimento del 1792 ) presenta un frontone ricco di stucchi e all'interno della cupola un affresco devozionale. Attraverso essa si accede ai portici scuri di via Volta.

Casa Cavassa, ora museo civico, fu dimora di Galeazzo Cavassa e del figlio Francesco, vicari generali del Marchesato. L'edificio vide il suo massimo splendore all'inizio del XVI secolo, come testimoniano il portale marmoreo con il portone ligneo dello scultore Matteo Sanmicheli; la sala del volto, con affreschi raffiguranti muse e uomini illustri e gli affreschi a grisaille del cortile interno, opera eseguita dal pittore Hans Clemer tra il 1498 ed il 1499 circa. La casa fu restaurata a fine '800 dal marchese Emanuele Tapparelli D'Azeglio ( 1816-1890 ) e donata alla città di Saluzzo per uso di museo.
Oggi presenta una sequenza di 15 sale con soffitti lignei dipinti, pareti decorate ed arredi in stile, costituiti da mobili d'epoca.
Tra le opere d'arte ospitate si segnala la pala della Madonna della Misericordia di Hans Clemer.

Posta nella scenografica piazzetta dei Mondagli, uno degli angoli più suggestivi del centro storico, la casa natale di Silvio Pellico è un edificio di origine medievale, situato appena al di fuori della cerchia di mura del 1280. Nell'appartamento della famiglia, al primo piano, spicca un salone di gusto neoclassico, con pareti e soffitto interamente dipinti a tempera e il pavimento a mosaico in seminato veneziano. Dopo il sapiente restauro, Casa Pellico è uno spazio per attività culturali di grande suggestione, ed è sigla qualificante di iniziative editoriali, di studio e divulgazione.

Fonte: Ufficio Turistico IAT di Saluzzo, 2007

XagenaBenessere2007 ( Xagena_Piemonte )


Immagini di Saluzzo - 1 - 2 - 3

 
 
 
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