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Lungo l’antica via del sale: da Genova alla Pianura Padana

Il sale nei tempi passati era elemento essenziale per la conservazione degli alimenti deperibili.
Le strade del sale prediligevano i crinali dei monti, ritenuti più sicuri dall’assalto dei predoni. Il loro itinerario cambiava spesso per ragioni di opportunità e metereologiche.
Una delle più importanti vie del sale passava per Vobbia.

Dal molo di Genova passando per il Righi, la mulattiera valicava il giogo appenninico a Crocetta d’Orero, scendeva a Casella e arrivava a Crocefieschi, nodo nevralgico per l’incrociarsi di altre mulattiere.

I muli trasportavano sale in sacchi, acciughe in barili ed altre mercanzie.

Da lì in discesa si dirigevano a Vobbia, un borgo posto a cuneo tra il torrente Fabio e il torrente Vallenzona.

Se il tempo lo permetteva le carovane percorrevano il greto del torrente Vallenzona, per poi salire a Costa Salata ( frazione di Mongiardino Ligure ), e giù lungo la Val Borbera per toccare prima Rocchetta Ligure e poi Cantalupo Ligure.

Poi la strada saliva per Vigoponzo, Dernice, per poi scendere a San Sebastiano Curone.

San Sebastiano Curone, posto alla confluenza dei torrenti Curone e Museglia, era luogo di mercato.

La merce acquistata, o scambiata, proseguiva poi per la Pianura Padana attraverso la Val Curone.

Immagini: Genova - Sant’Olcese; Casella; Crocefieschi; Vobbia;
Mongiardino Ligure; Rocchetta Ligure; Cantalupo Ligure; Dernice; San Sebastiano Curone

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